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Divulgazione, comunicazione scientifica e Public Speaking

Preferisco parlare di comunicazione della scienza più che di divulgazione. La parola divulgazione sottolinea una verticalità del passaggio di informazioni dalla persona competente, che espone le sue conoscenze, al "volgo" che non sa nulla. 

Io credo invece che anche quello della conoscenza sia un problema di accessibilità, e di riconoscimento delle competenze di chiunque si approcci anche per la prima volta a un tema o a una materia. Per questo mi piace porre l'accento sul fatto che prima di tutto la "divulgazione" è comunicazione, e come tale è o dovrebbe essere co-costruita.

Da quando ho aperto il mio profilo Instagram di comunicazione della scienza, seguito da più di 15mila persone, ho iniziato a tenere delle lezioni e micro-corsi sulla comunicazione scientifica, sui social e non, in contesti pubblici e privati, tra cui l'Università La Sapienza di Roma e per l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

 

Se vuoi chiamarmi a parlarne o chiedermi di formarti su questo, contattami pure qui:

Facciamo comunicazione insieme!
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La "divulgazione" secondo me

La mia posizione sulla divulgazione è tra i tanti motivi di scontro con la maggioranza dell'accademia tradizionale.

Secondo me (1) la comunicazione scientifica si può fare ovunque, anche e soprattutto sui social, idealmente co-costruendola; (2) la “divulgazione pura” non esiste. Comunicare la scienza significa, sempre, esprimere una posizione politica.

Su Instagram trovi due contenuti in cui, tra video e descrizioni, racconto meglio in che senso.

(Clicca sulle immagini per i video.)

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